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Seasons
Preparatevi a ribaltare il tavolo
Dopo una prima partita in cui avevamo capito poco e niente, la seconda è stata una battaglia agguerrita durata diverse ore.
Non do il massimo perché il successo nel gioco, oltre che dalla conoscenza di tutte le carte, dipende in gran parte dalla componente aleatoria: dai risultati dei dadi ma soprattutto dalle carte che riesci a mettere insieme durante il drafting iniziale, che non è necessariamente democratico. Letteralmente, nonostante tutto l'impegno, le strategie e le combinazioni di carte degli altri giocatori, i primi due giocatori hanno guadagnato quelle posizioni quasi esclusivamente grazie ad una sola delle loro carte.
Ci si diverte tanto ma, soprattutto per un card gamer competitivo, ad un certo punto la partita può diventare frustrante.
Pot de Vin
Carino, ma forse un po' troppo pensato
Il progetto grafico e le illustrazioni sono molto belle (forse i nobili sono poco diversi tra di loro nell'aspetto). Due parole merita anche la scatola, compatta e ben ottimizzata.
Le regole sono semplici e il gameplay è abbastanza liscio.
Dov'è la pecca? E' molto poco immediato: ci abbiamo giocato con compagnie diverse circa cinque volte, ma ancora fatichiamo a gestire/prevedere l'accumulazione delle gilde (se ne prendi troppe, invece di guadagnare punti li perdi). L'impressione che abbiamo avuto è che, tranne in alcuni casi, le carte in mano giochino quasi da sole, forse anche per colpa di una regola che costringe a giocare carte del seme del primo giocatore (che abbiamo capito perché è stata inserita, ma che non per questo ci sembra meno idiota).
Divertente? Non proprio. Strategico? Nelle intenzioni sicuramente, ma nei fatti dobbiamo ancora prenderci la mano.
Spirits of the Forest
Un filler semplice ma ben curato
Sembra un giochino da 10 minuti per rilassarsi, ma in realtà richiede una grande concentrazione, capacità di anticipazione, e forse un po' di cattiveria se si vuole vincere. Bisogna avere una certa disposizione d'animo per giocarci.
Per il resto, la scatola è bella compatta, lo spazio ben ottimizzato, e il materiale piacevole alla vista come al tatto.
Abbiamo sostenuto l'espansione su kickstarter e dovrebbe arrivare a maggio, siamo curiosi di provarla.
Munchkin - Shakespeare
Grasse risate, ma...
Per il resto, soli pregi e difetti del gioco: divertente, crudele, forse un po' sbilanciato; diverse partite le abbiamo interrotte a metà perché le carte che uscivano non davano soddisfazioni.
Tang Garden
Un'esperienza visiva
La barriera iniziale è bella alta: il manuale è un po' vago su alcune regole che devono essere più che altro dedotte, e il materiale è davveeeeero tanto.
La prima partita è stata un po' legnosa, non si capiva cosa bisognasse fare per vincere, né chi stesse vincendo, ma è una cosa comune dei titoli tundergryph che abbiamo già provato e che non ci ha sorpreso. Le partite successive sono trascorse meglio e, nonostante ci sia poca interazione tra i giocatori, ci siamo comunque divertiti.
Il pregio più vistoso del gioco è senz'altro il materiale (forse avrei sostituito le monetine con dei dadi segnapunti, ma va bene lo stesso), ricco e variopinto.
La pecca principale, invece, è appunto la mancanza di interazione tra i giocatori.
E' un titolo impegnativo che per essere apprezzato richiede concentrazione e tanta strategia a lungo termine.
Non lo ridarei indietro ma forse, con il senno di poi, avrei aspettato di trovarlo con un piccolo sconto.
The Binding of Isaac - Four Souls - Second Edition - Edizione Inglese
Non riusciamo più a smettere
Videogame a parte, Four Souls è una buona fusione tra munchkin e magic, sempre bilanciato nella sua totale follia. Per un periodo era diventato un appuntamento fisso almeno un paio di volte al giorno, tanto che abbiamo dovuto smettere perché si rischiava di incrinare i rapporti.
Ci sono ovviamente dei difetti:
1) nonostante le meccaniche e le carte siano abbastanza bilanciate, le partite vanno facilmente fuori controllo per la presenza massiccia di boss nel mazzo dei mostri (il primo che sconfigge 4 boss vince), e praticamente da un certo punto in poi diventa una corsa a chi trova prima il boss, ignorando del tutto gli altri mostri;
2) l'unica pecca delle meccaniche è che spesso ci si ritrova in situazioni di "win-more", cioè già a metà partita chi sta perdendo non ha modo di risollevarsi, e chi sta vincendo si sa che vincerà o al massimo se la contenderà con il secondo, il che rende l'esperienza di gioco frustrante per chi sta in basso, che spesso abbandona prima della fine;
3) il wording e il regolamento sono un po' "goffi", ci sono tante situazioni che il regolamento non contempla (per fortuna hanno aperto le faq sul sito), e tante carte che non si sa effettivamente come interagiscono con le altre, e ad un tavolo pieno di gamer la cosa tende a finire a pesci in faccia.
Nonostante questa corposa lista di difetti, do 9 su 10 perché è uno dei titoli a cui giochiamo con più piacere, perché sa coinvolgere e farti immergere, divertire e arrabbiare. Il suo pregio principale è probabilmente la rigiocabilità, vista la quantità abnorme di oggetti e mostri che generano partite sempre diverse.
Muse
Manca di carattere
Hanamikoji
Si può fare di più
The Ravens of Thri Sahashri
Una perla rara
Crypt
Ci gioco quasi ogni giorno
Veloce, intrigante, sempre diverso anche in solitario...
E poi i materiali sono eccezionali.
Consigliato per chi cerca un gioco veloce da fare da solo o in compagnia, con un ambientazione originale
Orifiamma
Bello e cattivo
Goryo - vecchia edizione
Fantastico
Empire of the Sun
Empire of the Sun , il dado c e ma non e questione di fortuna .
Semplificazione di altri giochi ma non semplice , e' un card driven con il sistema GMT , o usi i punti o l'evento .
La vera difficoltà e' calcolare bene le linee di rifornimento navali , che sono bloccate dagli aerei .
il dado e' presente ma nonostante sia da 10 facce non prevede , come tanti giochi, 0= nessun effetto o 9= nemico distrutto .
Le perdite si possono calcolare tanto quanto le mosse di reazione dell avversario .
Se vi piacciono i giochi SCACCHISTICI dove la programmazione e piu' importante della fortuna , e' il gioco per voi .
Varese Wargame
Michael
Magnetico
Appena intavolato si percepisce tutta la sua carica magnetica.
Ti cattura e ti viene voglia di rigiocarlo e di trovare altre combinazioni risolutive.
Consigliato :)
E poi ha una bellissima la grafica
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Le illustrazioni sono belle, e anche il materiale è ricco e di qualità... sì, ma è tutto fumo negli occhi. Metà dei componenti potrebbe tranquillamente non esistere (come i cubetti che segnano le azioni dei samurai, che possono fare DUE a testa, o le tessere che devono essere posizionate sul tabellone sempre nella stessa posizione e che quindi potevano essere semplicemente stampate).
Anche la durata del gioco indicata sulla scatola è ingannevole: si parla di giocare massimo 4 turni a testa della durata di non più di 2 minuti ciascuno. Della mezz'ora indicata, un quarto d'ora se ne va solo per il set-up.
Il regolamento è abbastanza chiaro, ma forse poco user friendly: l'ordine delle informazioni è controintuitivo, ed è pieno di parole-chiave che rimangono sospese per un po' di pagine prima di essere spiegate; la copiosità dei diversi (e a volte poco utili) componenti non fa altro che aumentare la difficoltà di apprendimento.
Il gameplay è intrigante, anche se si fa fatica all'inizio a padroneggiare il ruolo dei samurai, ma è una cosa comune di molti asimmetrici. Il punto è: perché dura così poco? Bastava fare il tabellone un po' più grande o le pedine/tessere un po' più piccole e si potevano regalare turni preziosi per far apprezzare di più l'esperienza di gioco.
Dopo le prime, deludenti partite, lo abbiamo riprovato di recente, e l'abbiamo leggermente rivalutato, ma più di 5 non mi sento di dare per via tutte le cose che potevano essere fatte meglio, a partire dal prezzo intero (25) che è un big no. Se fosse costato 15 euro sarei stato più clemente.